Libera

Liberami amore mio,/ Liberami da queste catene!/ Sono catene d’amore/fatte di polvere e di sabbia,/che mi tengono imprigionata /al nostro destino/superficiale e pieno di dubbi. Liberami da questo calvario / e da questo silenzio!/ Lasciami andare/alla ricerca del mio star bene/ della mia tranquillità/ e della mia interiorità. Liberami amore mio,/Liberami da questa paura,/ e ridammi il sorriso/ perso in questo traguardo/ che abbiamo fatto insieme/ e mi riprendo indietro/ la mia anima è il mio cuore. Liberami amore mio,/ Liberami da noi!

Una giornata qualsiasi

Un altro triste pomeriggio di lavoro…/troppa Morte in giro,/troppe anime in pena. La sofferenza della gente/avvolge anche me. Il male che sento dentro/è incolmabile… Persone che piangono per un loro caro,/ che fanno domande/però senza risposte. Cosa si può chiedere/ o rispondere/ davanti alla Morte? Non c’è più niente da dire…/è il silenzio che da la notizia/ e le lacrime che scendono dagli occhi. Quel momento è troppo lungo,/un eternità. Mi vorrei nascondere/ però non c’è un nascondiglio giusto/per il DOLORE.

Paura

Ho paura dell’amore,/della sua ombra nera,/della sua trasparenza/anche della sua collera. Tutti pensano all’amore/che le dia la pace/ e cercandolo a lungo/stanno seguendo le sue tracce. Non c’è silenzio,non c’è calma/ il battito lo sentì forte/ quando sei innamorato /non hai più giornate storte. E non dormi e non mangi /vivi solo di fantasia/ed ogni sua parola/ la trasformi in poesia. E per questo sto in disparte,/preferisco non amare /nell’angoscia e nel caos /non riesco più a stare. Lascio il posto a tutti gli altri/ che ci credono ancora/ loro non hanno paura/ dell’amore che divora.

LEI

Era il crepuscolo. Le tende continuavano ad agitarsi per il vento,l’orologio batteva le otto di sera e lui aspettava nella sua stanza, davanti alla finestra a sentire il vento sul viso,vento che faceva soffiare le tende al interno verso il letto. Le campanelle di cristallo risuonarono, e il suo sguardo interrogativo sulla porta che si apriva era pieno di domande. Una luce soffusa entrava nella stanza, insieme a LEI ,la donna dei suoi sogni. LEI arrivò dopo un’eternità. Prese la sua mano e con un bacio sul collo la fece ridere e scuotere la testa. Così ricordò tutta la sua vita,in una sferzata di memorie. “Ti amo” li disse è lì strinse forte la mano. “Se resti,sarai il perno della nostra esistenza . Devo lasciarti andare e sperare che ritornerai “. E LEI si voltò verso l’uscita, un ultimo sguardo pieno di candore e un addio difficile da pronunciare, con addosso soltanto i raggi tardi e il clima è nel buio della stanza alla fine LEI disse:”Non posso ” e uscì senza voltarsi. Ma lui riuscì solo a sedersi sul letto, lasciando che le lacrime li rigassero le guance.