Io e il mio amico

Dopo tutto perché mi devo fidare della tua presenza,/delle tue attenzioni che sono ambigue e folle?/ So di non essere unica,/ non per l’indifferenza ma per l’amore / ed ebbi l’insolita certezza,/ l’illusione di avere il mondo in pugno. Il mio oscuro passato mi consuma e poi cresce/ in un instancabile atto di generosità,/ e tutto quello che ho preso dalla vita / sono delle parole perfettamente inutili/ che tornano sempre a rinnovare il mio incanto. Mi hai fatto conoscere l’odio e la vergogna…/e mi hai insegnato che la morte è un amico comune. Tutto intorno a me mi diceva che tu non sei niente/ però sei capace di dar corda all’allegria/capace di dar corda alla tristezza. Sei qualcosa che vale la pena di ricordare/ simile al nulla per una qualche ragione,/e ti confondo col sesso o ti confondo con la morte.

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